CINA - CINA STORIA - CINA

CINA :

CIVILTA' :

Varie culture hanno contribuito, a modo loro, alla creazione della millenaria civiltà cinese.

DINASTIA TANG
(618-907 d.C.)
Li Yuan, funzionario del precedente impero, fondò la dinastia Tang che dominò uno dei periodi più prosperi della storia cinese. Con l’avvento dei Tang vi fu il ritorno della legge e dell’ordine. Sotto questa dinastia, Chang-an (l’attuale Xi’an), la capitale, raggiunse i due milioni di abitanti, il 10% dei quali erano stranieri. Per le realtà esistenti allora, Chang-an era un metropoli cosmopolita e multiculturale. I Tang promossero una politica espansionistica tanto da occupare l’Asia centrale, il Tibet, la Corea ed il Vietnam. Durante il regno dell’Imperatore Taizong (627*650) vi fu una forte espansione economica. Moderni metodi d’irrigazione fecero aumentare la produzione agricola.
L’introduzione di un sistema di carri postali e di corrieri diede un forte impulso al commercio. L’epoca dei Tang viene ricordata come “L’età d’oro della civiltà cinese” per le arti, per le scienze e per la poesia. Importante fu la separazione dell’amministrazione militare da quella civile. In quest’ultima vi fu l’introduzione dei “Dao”, con una struttura simile alle province. Nonostante il periodo florido, alcuni sintomi di decadenza si avvertirono già durante il regno di Taizong. Alla sua morte, intrighi di palazzo portarono a capo dell’impero la prima ed unica imperatrice cinese: Wu Zeitan (690-705). Nel 751 con la sconfitta contro gli arabi nella battaglia di Talas, che portò alla perdita dello Xinjiang ed alla sua islamizzazione, ebbe inizio un lento, ma inesorabile declino sino a giungere al crollo della dinastia nel 907.

CINQUE DINASTIE E DIECI REGNI (907-960 d.C.)
Ennesimo periodo di disgregazione territoriale e politica. In poco più di cinquant’anni nel nord della Cina vi fu l’alternarsi di cinque dinastie mentre nel sud della Cina vi fu la coesistenza di 10 regni (stati).

DINASTIA SONG (960-1279 d.C.)
Con la Dinastia Song la Cina raggiunse l’unificazione per la terza volta. Ma la cosa che impressiona maggiormente è che ciò avvenne senza la forza, ma grazie ad un editto imperiale in cui veniva salvaguardata sia la popolazione regnante che le popolazioni che furono conquistate. Fu durante il regno della Dinastia Song, che l’Impero Cinese raggiunse il suo apogeo. Diedero forte impulso il commercio e l’agricoltura. Furono introdotte le banconote, nonché l’istruzione, estesa anche ai ceti più poveri. Fu durante la dinastia Song che fu utilizzata per la prima volta la bussola in tutti i suoi utilizzi e la polvere da sparo. Bi Sheng inventò la stampa con caratteri mobili (in terracotta) e ciò avvenne più di 400 anni prima di quando avvenne con Gutemberg in Europa. Nelle arti, ottennero grande successo la poesia, la prosa e la pittura. La filosofia e le scienze presero il posto lasciato vacante dalla religione, riprese così il confucianesimo. I Song non ebbero grandi fortune militari, tanto che nel 1126 i Nuzhen conquistarono la capitale, Kaifeng, catturando l’imperatore. A quella che venne poi identificata come la dinastia dei Song Settentrionali (960-1127 d.C.) subentrò la dinastia Jin. L’erede della dinastia Song, si riparò a sud dove, a Hangzhou, fondò la dinastia dei Song Meridionali (1227-1279 d.C.).

Contemporaneamente, nei territori a nord della Cina cresceva un popolo che si sarebbe rivelato una grossa minaccia per i cinesi: i mongoli. Gengis Khan, loro grande condottiero, riuscì a riunire sotto di sé tutte le tribù mongole, tanto da estendere la sua influenza, tra il 1218 ed il 1253, su gran parte dell’Asia Centrale, su numerosi paesi dell’Europa Orientale e sulla Russia. Nel 1234 spodestarono la Dinastia Jin, nel nord, mentre nel 1276 furono in grado di ribaltare la Dinastia Song Meridionale che capitolò definitivamente nel 1279 con la caduta della provincia di Guangdong.

DINASTIA YUAN (Mongoli, 1279-1368 d.C.)
Con l’avvento della Dinastia Yuan, la Cina era per la prima volta interamente occupata e governata da una popolazione straniera. Qubilai Khan, diretto discendente di Gengis Khan, fu il fondatore della dinastia, diventando uno degli imperatori più potenti nella storia cinese. Vennero ristrutturate le classi sociali. I mongoli erano appartenenti alla prima classe, i Semu, popolo loro alleato, alla seconda classe, gli Han settentrionali alla terza classe, mentre gli Han meridionali, restii ad accettare il dominio dei mongoli, appartenevano alla quarta classe. Il buddismo conobbe un periodo fiorente, in cui vennero costruiti più di 42.000 monasteri. In questo periodo anche la figura del Dalai Lama, figura spirituale dei tibetani, ottenne un riconoscimento ufficiale. Accanto al buddismo venne incoraggiato anche il lamaismo. Iniziarono i primi scambi culturali con l’occidente ed è in questo periodo che approda in Cina Marco Polo, arrivato percorrendo la Via della Seta nel 1275. Dopo la morte di Qubilai Khan la dinastia iniziò a sfaldarsi a causa di lotte nate per la sua successione. L’esercito cinese sconfisse l’esercito mongolo e nel 1386, l’Imperatore mongolo Shundi, della dinastia Yuan fu bandito da Pechino. E’ la caduta dell’Impero Mongolo.

DINASTIA MING (1368-1644 d.C.)
Zhu Yuanzhang, il contadino che ottenne la fiducia del popolo e che condusse i cinesi alla vittoria contro i mongoli instaurò una nuova dinastia e divenne Imperatore con il nome di Taizu. Nasce la Dinastia dei Ming e, con i Ming c’è il ritorno della Cina ai cinesi con capitale Nanchino. Taizu si rivelò un accentratore. Per avere il controllo su tutto coprì anche la carica di Primo Ministro, facendo uccidere tutti coloro che, pur essendogli vicino non godevano della sua piena fiducia. Per controllare anche i territori più lontani, inviò, a governarli, in qualità di vassalli, figli e parenti stretti. Con la salita al potere dell’Imperatore Yong Le, la capitale ritornò a Pechino. La fece ricostruire facendo, inoltre, erigere nuovi edifici di culto (Tempio del Cielo) e dimore imperiali (Città Proibita). Fu sempre per mano di Yong Le che la Grande Muraglia venne ampliata e rinforzata per proteggere l’impero dagli attacchi dei mongoli. Durante il primo periodo Ming fu sviluppata l’economia. Grossa espansione ebbe anche il commercio grazie anche allo sviluppo dell’industria navale. Fu in questo periodo che i primi missionari gesuiti (fra tutti ricordiamo Matteo Ricci) giunsero in territorio cinese apportando il loro contributo allo sviluppo delle scienze sia in Cina che in Europa. I portoghesi approdarono sulle coste meridionali nelle vicinanze di Canton. Dopo la morte di Yong Le, i suoi successori non si dimostrarono all’altezza. Lotte tra fazioni rivali, rivolte contadine e invasioni dal nord dei popoli mancesi portarono all’inesorabile caduta della dinastia Ming.

DINASTIA QING (Mancù, 1644-1911 d.C.)
Dopo aver represso anche gli ultimi lealisti Ming, i mancesi instaurarono una nuova dinastia straniera dando vita alla Dinastia Qing, l’ultima Dinastia dell’Impero cinese prima della Repubblica. Nei primi anni di governo introdussero l’obbligo di portare il codino. Chi non obbediva a tale ordine veniva decapitato. La politica fiscale non era particolarmente oppressiva e ciò sorresse lo sviluppo dell’agricoltura e del commercio e delle prime industrie (minerarie ed estrattive). Numerose conquiste furono fatte: Tibet, Mongolia, Taiwan. Inoltre, venne estesa l’influenza cinese su Birmania, Nepal e Vietnam. Fu in questo contesto socio-politico che arrivarono gli occidentali che vivevano la spinta espansionistica e coloniale. L’oppio, fino ad allora utilizzato come medicinale, venne riscoperto come droga. Famosa è la “Guerra dell’Oppio” (1840- 1842) tra l’Impero Cinese e le forze straniere, al termine della quale la Cina risultò sconfitta.

In seguito a questa sconfitta i cinesi dovettero pagare un importo elevatissimo in tasse, nonché fare delle concessioni alle potenze europee, quali l’apertura di nuovi porti. L’isola di Hong Kong passò alla Gran Bretagna. Il peso delle tasse fu fatto gravare sui cittadini e ciò scatenò il malcontento generale, tanto da far nascere fenomeni di sette segrete che causarono motti rivoltosi. Il più conosciuto è quello di Taiping (la rivolta di Taiping 1850-1864). Vi fu una seconda “Guerra dell’Oppio” (1858- 1860), in seguito alla quale i cinesi, ancora sconfitti, dovettero riconoscere ulteriori concessioni agli europei (in seguito a ciò, anche la penisola di Kowloon, che sorgeva di fronte all’isola di Hong Kong, fu ceduta alla Gran Bretagna). Inglesi, francesi, tedeschi, russi, americani ed in seguito anche i giapponesi, ottennero delle concessioni in territorio cinese. L’impero, ormai allo sbando, era governato dalla vedova dell’imperatore, Ci Xi, una concubina che ebbe la fortuna di dare alla luce l’unico figlio maschio dell’imperatore. Astuta ed intelligente, governò il Paese fiancheggiata da un eunuco.

Durante il suo governo si svilupparono movimenti nazionalistici, foraggiati anche dalla volontà, del popolo cinese, di volersi riscattare dalle umiliazioni subite. Il più famoso fu quello dei Boxer, che si rivoltarono contro le concessioni straniere a Pechino (1900), ma la rivolta fu immediatamente soffocata dalle truppe straniere. Nel frattempo, in territorio giapponese nasceva (1905) e si sviluppava un movimento, diretto da Sun Yat Sen, che sarebbe poi sfociato nel partito di impronta nazionalista del Guomindang. Nel 1907 l’imperatrice, oramai ammalata, nomina suo successore Pu Yi dell’età di 2 anni. Alla morte dell’imperatrice, nel 1908 la Cina era governata dagli eunuchi di corte e dal piccolo imperatore. Nel 1911 una rivolta popolare, con a capo Sun Yat Sen, spinse l’Imperatore ad abdicare. E’ la fine della Dinastia Qing e dell’Impero Cinese. Nel 1912 nasce ufficialmente