BIRMANIA - BIRMANIA - MAGICO ORIENTE

BIRMANIA :

Il Paese dei Mille Templi

Per decenni vietata al resto del mondo, la Birmania, ora ribattezzata con il nome Myanmar, è aperta ai turisti. Visitare questo paese è come fare un viaggio nel passato e scoprire un magico Medio Evo Asiatico. Si rimane affascinati dalle mille pagode dorate che abbagliano come smeraldi alla luce del tramonto; dai monasteri testimoni di una fede incrollabile a dispetto di una storia travagliata.
Solo qui è possibile ritrovare un’atmosfera intatta fatta di spiritualità, magia, mistero e grande fede.
Non perdete l’occasione di visitare la Birmania,ultima sopravvissuta di un’Asia che sta velocemente cambiando aspetto.

STORIA :

I PRIMI ABITANTI DEL MONDO

Questo è il significato della parola Birmania ed è ciò che i birmani si considerano simbolicamente. Accanto ad essi, vivono in Myanmar ben 67 gruppi etnici diversi fra cui i principali sono: Chin, Kachin, Shan, Karen, Kayah. Arakan e Mon.

Da una ricerca condotta nell’ultimo periodo coloniale, risulta che nella nazione si parlavano ben 242 lingue e dialetti diversi.Il primo popolo ad insediarsi in Myanmar furono i Mon- Khmer che provenivano dalle pianure aride e spazzate dal vento dell’Asia Centrale. Oggi sono dislocati nelle valli monsonichedel sud est cultura dominante. Sono principalmente dislocati nelle valli monsoniche del Sud Est.

Devoti Buddisti, osservano il calendario rituale delle festività Theravidin.
I Birmani furono il secondo popolo a migrare in Myanmar. Si insediarono lungo le rive del fiume Ayeyarwaddy, fondando i meravigliosi imperi di Sri Ksetra e Bagan. Ancora oggi sono insediati nelle zone di Yangon, Bago, Mandalay e Sagaing. Rappresentano il gruppo razziale maggioritario e devono far fronte alle diversità degli altri gruppi etnici. Le donne ed i bambini sono facilmente riconoscibili in quanto usano come cosmetico una polvere gialla estratta dalla corteccia dell’albero Thanaka. Il tronchetto che si trova in ogni casa, ma anche nella borsa da viaggio, vieni grattato su una speciale pietra con un po' d’acqua poi spalmato sulla pelle, per ripararla dal caldo e dal sole tropicale.

Un’altra importante minoranza etnica è quella degli Shan che abitano nell’omonimo altopiano ad est della regione. Shan significa “popolo libero” ed infatti dal 15° secolo fino al 1959, 34 sawbwa o principi ereditari, furono a capo di splendidi principati medioevali, con servi della gleba e schiavi.

Oggi la maggioranza degli Shan è buddhista e sono i principali produttori di frutta, verdura e fiori del Myanmar. Hanno sviluppato sorprendenti sistemi di irrigazione nelle valli dei fiumi. Ma sicuramente la tribù più sorprendente è quella degli “Intha” “i figli del lago”. Già dal 18° secolo si sono insediati sulle sponde del Lago Inle ed è incredibile come si siano perfettamente adattati all’ambiente lacustre. Le loro abitazioni sono costruite da case in legno su palafitte unite l’una all’altra da lunghe passerelle che formano una sorta di villaggio acquatico.
La loro principale attività è la pesca ed usano una tecnica che li ha resi famosi in tutto il mondo. I pescatori infatti remano con i piedi per avere le mani libere.

Hanno adattato anche le loro tecniche agricole all’ambiente acquatico, costruendo dei veri e propri orti galleggianti raccogliendo le piante acquatiche e intrecciandole insieme per formare un leggero ma spesso tappeto.

La preistoria della Birmania ha inizio con l'immigrazione di tre gruppi nella regione: i primi furono i mon, provenienti dall'odierna Cambogia, poi fu la volta dei birmani mongoli, giunti dall'Himalaya orientale, seguiti dalle tribù thailandesi, originarie della Thailandia settentrionale. Il territorio fu unificato solo alla metà del XVI secolo, grazie alla sete di conquista di diversi re di Taungoo, a est di Pyay (Prome), che riuscirono a sconfiggere definitivamente i siamesi.
Gli sporadici scontri di frontiera e la sete imperialista di controllo geopolitico dell'area, spinsero la Gran Bretagna a invadere il territorio nel 1824 e nuovamente nel 1852 e nel 1883. La Birmania fu annessa all'impero anglo-indiano e vennero costruite le infrastrutture coloniali che trasformarono il paese in uno dei più importanti esportatori di riso.
Dopo aver ottenuto l'indipendenza, nel 1948, le tribù delle colline, i comunisti, i musulmani e i mon si sollevarono determinando la disintegrazione della Birmania. Gli anni che seguirono furono segnati da un costante declino economico fino a quando, nel 1987 e nel 1988, i birmani decisero che era giunto il momento di cambiare. Con gigantesche manifestazioni di massa la popolazione chiese le dimissioni di Ne Win; la risposta cruenta dei militari nei confronti di coloro che manifestavano per la democrazia determinò, in sei settimane di feroci scontri, la morte di 3000 persone. Dopo la nomina di alcuni personaggi fantoccio da parte di Ne Win, un colpo di stato (presumibilmente ispirato dallo stesso Ne Win) portò al potere il generale Saw Maung, che promise di indire le elezioni nel 1989.
Alle elezioni del 27 maggio 1990, la Lega Nazionale per la Democrazia ottenne una vittoria schiacciante, nonostante tutti i provvedimenti preventivi presi dal governo.
Il 24 aprile 1992 il potere passò al generale Than Shwe, capo dello SLORC (Consiglio di stato per il ripristino della legge e dell'ordine), l'unico partito legale. Nel 1996, il principale produttore di oppio e di eroina del mondo, Khun Sa, fu posto agli arresti domiciliari nella sua comoda villa di Yangon, con tanto di assistenti personali, automobili di lusso, scorta militare e senza che il suo impero di alberghi e proprietà immobiliari fosse per nulla intaccato. Il suo rilascio rese concreti i sospetti di connivenza tra Yangon e l'organizzazione criminale di Khun Sa.
La giunta militare di Yangon afferma da sempre di voler restaurare la democrazia, ma sostiene che un processo troppo rapido in questo senso comporterebbe il rischio di disintegrazione del Myanmar, composto da una moltitudine di etnie.

CLIMA :
Il clima può essere suddiviso in tre stagioni: l’estate (da giugno ad ottobre)con clima caldo e umido caratterizzato da piogge monsoniche, l’inverno (da novembre a marzo) con clima fresco e secco che rappresenta il periodo migliore per visitare il paese, la primavera (da aprile a giugno) con un caldo insopportabile che può raggiungere anche i 40° gradi nella zona di Yangon e Bagan.

NOTIZIE :
Dopo diversi anni di chiusura, questo Paese ha finalmente aperto i suoi confini al mondo occidentale.
Un viaggio in Birmania presenta un aspetto culturale ed archeologico al quale si affianca la possibilità di conoscere diverse etnie.
È forse fra tutti i Paesi dell’area, quello più affascinante e magico. Predominante in ogni angolo del Paese è la sua storia millenaria e la vita di tutti i giorni è dettata dalla religione Buddista. Oltre a visitare i siti archeologici, si dà ampio spazio a templi, pagode e monasteri.
Un altro aspetto importante che colpisce il visitatore occidentale è il suo popolo; un popolo che nonostante abbia visto negata per anni la sua libertà, continua ad amare la vita e la sua terra, un popolo genuino, gentile, disponibile e curioso verso tutto ciò che è straniero.
Ricordiamo che la Birmania è l’unico paese dell’Indocina in cui vige ancora un governo militare. È importante che il visitatore straniero rispetti le loro regole comportamentali.
Vi sono ancora zone del Paese che non possono essere visitate dagli stranieri sia perché chiuse dal Governo o perché non ancora collegate da strade o aeroporti.

Ricordiamo che è un Paese ancora difficile da visitare senza una guida, in quanto la maggioranza della popolazione parla unicamente la lingua locale. L’inglese è parlato principalmente nelle città e dal personale degli alberghi.
La cucina presenta essenzialmente piatti orientali. Negli hotel di categoria superiore a Yangon e Mandalay vi è l’opportunità di scegliere alcuni piatti di cucina occidentale, più limitata la scelta al Lago Inle e Bagan.
Ricordiamo che durante il periodo estivo la Birmania è colpita dalla stagione dei monsoni con abbondanti piogge. Alcune zone sono sconsigliate al visitatore durante questi mesi (vedi Bago, Golden Rock, Sandoway)
Un viaggio in Birmania è abbastanza impegnativo e richiede un minimo di spirito di adattamento, anche se non si tratta di un viaggio – avventura. Un tour in questo Paese implica infatti diversi spostamenti sia via terra che in aereo.